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Riconoscere la Tipologia del Terreno da Coltivare

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ANALISI DEL TERRENO

Un metodo semplicissimo per riconoscere la tessitura di un terreno, cioè il grado di coesione e dimensione delle sue particelle, consiste nello stringerne nel pugno una manciata.

Se aprendo la mano rimane plasmata in modo ben delineato la forma delle dita, il terreno è certamente argilloso e si dice che è compatto e pesante.

Se al contrario la manciata di terra si sbriciola nel palmo, si tratta di un terreno sabbioso: si dice che è sciolto e leggero.

Anche un terreno ghiaioso e grossolano è sciolto, ma le particelle si sgretolano in porzioni più voluminose.

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Idroponica e Coltivazione Indoor – Come Fare?

Idroponica e Coltivazione Indoor – Come Fare?

Idroponica e Coltivazione Indoor – Introduzione

Idroponica e Coltivazione Indoor nascono per ottimizzare la produzione del cibo a livello industriale ma oggi soddisfa anche la ricerca costante dell’uomo di mantenere un legame con la natura che attraversa i millenni.

Coltivare per procurarsi il cibo, spezie preziose, o semplicemente per il gusto rilassante e appagante di veder crescere e prosperare un essere vivente grazie alle nostre cure non è mai passato di moda.

Quello che è fortemente cambiata, è la disponibilità dello spazio da dedicare alla coltivazione, sopratutto nelle grandi città ma anche nei paesi ormai, sì è ridotta e continua a ridursi sempre più fino a scomparire (a meno che non sei un’azienda agricola naturalmente).

Molti infatti non possiedono nemmeno un terrazzo per far crescere qualche pianticella o quello che hanno ha un’esposizione non adatta a coltivare le specie che sono più gradite.

Come fare allora a mantenere questo contatto con la natura se la natura non è accessibile per i nostri scopi?

Idroponica e Coltivazione Indoor – L’evoluzione del Coltivare anche in Casa

Ci viene in aiuto la tecnologia, che in questo settore in pochi anni ha subito un incremento a dir poco esuberante; chiaro segnale che trova un pubblico molto interessato e sopratutto desideroso di “coltivare” un hobby fra i più terapeutici ed appaganti.

Sono nate attrezzature, prodotti, e tecnologie che permettono oggi, in uno spazio anche ridottissimo, di coltivare direttamente in casa le proprie piante e fiori.

Idroponica e Coltivazione Indoor – Problemi e Soluzioni

Il problema che si pone, sopratutto per i neofiti che si avvicinano a questo settore affascinante dell’ Idroponica e coltivazione indoor è districarsi fra la quantità, la qualità, il prezzo dei prodotti e delle attrezzature adatte alla coltivazione indoor.

Come scegliere in funzione delle proprie necessità e degli spazi a disposizione gli strumenti giusti per poter creare un ambiente di crescita e fioritura delle piante sano ed equilibrato?

Come imparare ad usare al meglio le attrezzature come le grow box, individuare le fonti di luce adatte ai propri bisogni tra le lampade CFL a basso consumo o i bulbi HPS e le lampade MH che producono una luce molto intensa ma anche molto calore.

Poi ci sono i riflettori, gli aspiratori, i ventilatori e tutto ciò che occorre per l’allestimento base di una piccola grow box così come di una grande Grow Room.

Idroponica e Coltivazione Indoor – Fare la scelta giusta

E come risparmiare scegliendo e ottimizzando i prodotti a disposizione?

Come adattare la propria attrezzatura in funzione delle stagioni?

Sì, perché con l’ Idroponica e Coltivazione Indoor è possibile coltivare tutto l’anno (come invece non può avvenire in natura per la maggior parte dei casi).

Il clima esterno influenza i parametri interni della stanza di coltivazione (se d’inverno la temperatura in casa può essere di 22/23°, d’estate può arrivare ben oltre i 35° se non si usa l’aria condizionata), vanno quindi presi provvedimenti atti a non far salire (o scendere) troppo la temperatura nella stanza di coltivazione.

Coltivazione Idroponica e Coltivazione Indoor – Informare dalla a alla z

Da questo articolo introduttivo parte un’avventura che ci auguriamo possa coinvolgervi.

Ogni nuovo articolo sarà dedicato ad un argomento specifico dell’ Idroponica e Coltivazione Indoor, che non solo sarà una guida da consultare per migliorarvi costantemente, ma vi introdurrà di questi prodotti sempre più ricercati e apprezzati, facendoveli conoscere meglio per poter fare la scelta migliore

Recensiremo quelli che considereremo i migliori, duraturi e performanti, con un attento sguardo al rapporto qualità/prezzo.

Benvenuti dunque, buona lettura e sopratutto BUON VERDE!

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ROSMARINO (Rosmarinus Officinalis)

rosmarino rosmarinus officinalis

Pianta sempreverde, spontanea nell’area mediterranea, spesso parte della macchia, arbustiva, eretta o ricadente, radici profonde e ancoranti, fusti legnosi.

Le foglie sono lunghe e strette, persistenti e coriacee, ricche di ghiandole oleifere.

I fiori sessili (attaccati direttamente al ramo) dall’azzurro scuro al bianco a secondo della varietà, appaiono in primavera fino all’autunno inoltrato e nelle posizioni più riparate, quasi tutto l’anno.

L’impollinazione è entomofila e l’ape domestica lo apprezza molto.

CLIMA E TERRENO

Esposizione in pieno sole e, nelle zone più fredde, in posizioni ben riparate dai venti freddi. Il terreno deve essere sciolto, leggero e drenante.

COLTIVAZIONE

Il rosmarino si incontra volentieri lungo i viali e non manca mai in qualche angolo riparato dei giardini per i suoi usi culinari.

Si può coltivare anche in vaso avendo cura di porre argilla espansa o ghiaia sul fondo per un drenaggio ottimale, rinvasando ogni due o tre anni e usando un terriccio universale mescolato con sabbia.

Si concima mensilmente con piccole dosi di un fertilizzante liquido nell’acqua di innaffiatura oppure con fertilizzanti solidi a lente cessione.

Da tenere presente che la fase di riposo è estiva quando l’estate è al culmine.

PROPAGAZIONE

La moltiplicazione del Rosmarino avviene di solito per talea apicale dei nuovi getti in primavera prelevate dai germogli basali e dalle piante più vigorose.

Vanno piantate per circa due terzi della lunghezza in un miscuglio di torba e sabbia.

Si può anche praticare la divisione della pianta a primavera.

Eventuale semina si farà a ad Aprile/Maggio e il trapianto in autunno o nella primavera successiva.

MALATIE E CURA

Pianta rustica e resistente alle malattie, è praticamente indenne da attacchi parassitari o da funghi

USI PIU’ FREQUENTI

Oltre a l’utilizzo diretto delle foglie in cucina per insaporire arrosti, stufati, pizze e minestre, si può citare il vino al rosmarino.

Si fa macerare per una settimana 40 grammi di foglie fresche in un litro di vino rosso aggiungendo a volontà la scorza di limone non trattato.

USO TERAPEUTICO

Conosciuto sin dall’antichità, il Rosmarino è di straordinaria efficacia terapeutica.

Ricca di oli essenziali, di flavonoidi e di derivati terpenici, esercita un’azione stimolante e fortificante sull’organismo.

E’ antispasmodico e antidolorifico.

E’ antisettico, antiparassitario e antibatterico e inoltre, è un ottimo antinfiammatorio.

Se ne fanno degli infusi e delle tinture.

Si usa nell’acqua del bagno, per i massaggi, sulle piaghe, per irrigazioni vaginali, per gargarismi e sciacqui orali e tante altre cose ancora.

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Germinazione – Come Farla Correttamente – Guida

Germinazione - Come Farla Correttamente - Guida

La germinazione, un processo vitale

La germinazione è il processo fondamentale attraverso il quale si sviluppano le piante.

Proprio per questo motivo è indispensabile che segua dei passaggi ben definiti, scanditi nel tempo e monitorati con costanza.

La germinazione inizia nel momento in cui i semi diventano attivi e si conclude con la prima comparsa delle foglioline sulla nuova pianta.

Germinazione, il seme è il protagonista! Conosciamolo meglio.

Il seme è costituito da un embrione, dalle sostanze nutritive di riserva ed è rivestito da un tegumento, ovvero il tessuto che lo ricopre.

L’embrione, invece, è composto di uno o più cotiledoni (le future foglioline) uniti a un’asse posta centralmente.

Quest’ultima è a sua volta formata dall’epicotile, in cui si trova la gemmula embrionale, e da un ipocotile e una radichetta (la radice embrionale).

Una volta disseminati, i semi entrano in una fase di quiescenza e, se le condizioni climatiche e i tempi lo permettono, ha inizio il processo germinativo.

Le condizioni perfette

Al fine di ottenere una corretta germinazione, sono necessari determinati requisiti: ossigeno sufficiente, corretta fornitura di acqua e temperatura costante e favorevole.

La giusta ossigenazione dell’ambiente di semina non solo consente al seme di degradare il glucosio in esso contenuto, ma favorisce anche il processo di fotosintesi.

L’acqua favorisce i processi metabolici e, di conseguenza, la crescita dell’embrione.

La temperatura è un altro aspetto fondamentale nella germinazione: per le piante dei climi temperati, questa deve rientrare in un intervallo compreso tra i 20°C e i 24°C.

Un parametro che, invece, non è rilevante in questa fase è la luce.

Il seme, infatti, contiene amido e la sua riserva è sufficiente per tutto il periodo della germinazione fino al momento della schiusa delle foglioline.

La semina: il passo decisivo per la formazione dei germogli

La semina è una pratica accessibile a tutti perché le regole da rispettare sono semplici da attuare.

Queste riguardano: la scelta del contenitore, la qualità del terriccio, il livello di profondità del seme, la giusta quantità di acqua, il controllo dell’umidità e della temperatura del suolo.

Quando le piantine saranno germogliate, è fondamentale prestare un’attenzione particolare al loro nutrimento e all’esatta somministrazione di luce.

La scelta del contenitore

Per scegliere il contenitore adatto alla semina esistono diverse soluzioni: vasetti di torba, di plastica o vassoi a cellette, oppure contenitori delle uova o bicchieri di plastica.

Le condizioni essenziali sono che il contenitore sia pulito, sia provvisto di fori per il drenaggio dell’acqua e che abbia una profondità di circa 5-8 centimetri.

La qualità del terriccio

In commercio è disponibile un terriccio apposito per la semina, venduto in sacchi e soprattutto sterile.

Per una germinazione corretta, non bisogna mai utilizzare il comune terriccio da giardino poiché potrebbe contenere batteri o funghi.

Prima della semina, inoltre, è necessario bagnarlo con poca acqua tiepida.

La profondità di semina

Generalmente sulle bustine contenenti i semi è presente la profondità ottimale di semina.

In mancanza di questa informazione, è sufficiente coprire i semi con il terriccio nella misura di tre volte la loro lunghezza.

Esistono, tuttavia delle eccezioni a questa regola: la bocca di leone e alcune varietà di lattuga non devono essere interrati perché hanno bisogno di luce per la germinazione, mentre altri semi si sviluppano al freddo e vanno conservati in frigorifero.

Inoltre, una volta compiuta la semina, è importante inumidire il terreno aiutandosi con uno spruzzino.

L’importanza dell’acqua

La formazione dei germogli è tanto più veloce e di qualità se il terriccio è mantenuto costantemente umido.

Alcuni kit appositi per la semina possiedono un particolare tappetino assorbente che è in grado di trasportare l’acqua da un serbatoio alle radici asciutte.

Esatto tasso di umidità

Per la nascita della piantina, un ruolo importante è rivestito dall’umidità, che deve essere costante per tutto il processo.

Nel caso si utilizzino dei kit per per far germogliare i semi, questi generalmente sono dotati di un coperchio.

In caso contrario, si possono utilizzare dei sacchetti di plastica o delle pellicole.

In entrambi i casi, le coperture dovranno essere rimosse non appena i semi saranno germinati.

Temperatura del suolo

Infine, per essere certi di ottenere una germinazione corretta, è necessario che il terriccio sia caldo perché i semi, normalmente, germinano tra i 15°C e i 20°C.

La soluzione più pratica è di ricorrere a un tappetino riscaldato, che è in grado di mantenere le radici e il terreno a una temperatura costante.

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Terreno – Valutazione per la Coltivazione

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IL TERRENO IDEALE PER COLTIVARE LE PIANTE

Si definisce “terreno agrario” quella piccola parte della superficie terrestre in grado di accogliere una coltivazione.

Deserti, ghiacciai, nude rocce, come chiunque può comprendere, non sono vocati alla crescita delle piante, e men che meno di quelle di interesse alimentare.

Esistono terreni apparentemente adatti alle colture, che in realtà celano carenze non valutabili a occhio nudo: rientrano in questa categoria i suoli eccessivamente acidi, calcarei oppure argillosi che, alla prova dei fatti, danno sempre risultati negativi.

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